25 maggio 2012

abbastanza.



non uso la macchina così spesso. tempo fa angela mi ha regalato una bicicletta che ho chiamato con due nomi, tanina come mia madre, e violetta, perchè è celeste.
me l’ha regalata per il mio compleanno, a marzo. mi pare fosse a marzo. fatto sta che io sono nato a maggio ma lei proprio non poteva aspettare maggio, doveva regalarla subito, tanina.
e insomma io è da marzo che sono principalmente a palermo e ci giro principalmente in bici. tranne qualche volta che mi serve proprio la macchina che devo fare qualcosa di importantissimo tipo spostare un hard disk con l’archivio totale. in casi del genere organizzo un convoglio, ma succede abbastanza raramente.
stavo pensando che “abbastanza” non è una parola che uso molto, e invece è molto bella e dovrei usarla più spesso. mi suona che proviene da “a bastanza”, cioè a sufficienza, fino a che non basta. adesso controllo. 

controllato, avevo ragione. solo che poi col tempo ha cambiato significato. pensa a uno che ti chiede mi vuoi bene? e tu dici abbastanza. quello ci rimane un pò male e invece sbaglia a rimanerci male. dovrebbe essere contento che gli vuoi bene fino a che non dice basta. fino a colmare la misura. ma purtroppo non tutti si meritano di sapere davvero quanto gli vuoi bene.

comunque stavo dicendo della macchina, che la uso poco qui a palermo, però ogni volta che la uso scopro nuove figure professionali. si tratta, diciamo così, di professionisti “street”, che ruotano un pò tutti attorno al sistema del traffico e delle auto. le professioni sono così tante e variegate che in svezia avrebbero… vabbè non lo voglio dire questo luogo comune sugli svedesi, il nordeuropa e il bangladesh. immaginatevelo voi.
e c’è piazza davanti alla stazione, che non so come si chiama perchè c’è la stazione che ha reso inutile ogni altra toponomastica locale. insomma in questa piazza ad un certo punto c’è un semaforo che io faccio tutte le volte che prendo la macchina. ed è un semaforo bellissimo perchè a sinistra c’hai il centro della piazza con la statua di questo tipo incazzatissimo perchè visto che l’hanno messo davanti alla stazione nessuno si ricorda chi è, e dicono tutti la piazza davanti alla stazione. e questa statua è circondata da verde e aiuole. e questo verde e queste aiuole sono abitate da cingalesi che ti fanno agguati a sorpresa ogni volta che esce il rosso.
ti avvicini piano piano, è giallo, ovviamente accelleri, esce il rosso, e magari per eccesso di zelo magari ti fermi dove devi. ed ecco che avviene l’imboscata dei “marocchini del bangladesh” (denominazione palermitana a indicare cingalesi e bengalesi in genere). ma è ormai, dopo probabilmente anni di attività, un’imboscata lenta, schiava della routine e della noia. al via i marocchini del bangladesh, in tanti, irrompono in strada dal selvaggio verde pubblico che li nasconde, sbadigliando e agitando male i lunghi e rudimentali tergivetri avvelenati. l’ennesima replica di un’effetto sorpresa che non funziona più da troppo tempo. dall’altra parte la società postmoderna che ha perso l’entusiasmo appena gli hanno detto che esisteva. la reazione è svogliata. la contraerea dei tergicristalli automatici parte praticamente da sola, qualcuno abbassa il finestrino e qualcun altro alza la radio. comunque vada la difesa degli automobilisti è tutta dominata da sibili e rumori di motorini elettrici che forniscono sostegno, supporto e distanza. un suono continuo di fondo che è tecnologia superiore made in bangladesh.
mi capita spesso. all’inizio non reagivo nemmeno, mi fermavo a guardare l’aiuola che diventa un ecosistema e poi ho conosciuto pure un marocchino del bangladesh di nome gabriele che adesso mi abbarccia e mi vuole regalare un sacco di materiale da semaforo, tipo fazzoletti, calzini e accendini e cucine a gas e scaldabagni e panini solo perchè una volta gli ho chiesto come si chiamava. e dentro l’aiuola l’altro giorno c’era uno seduto sul prato sotto la statua a gambe conserte che era bellissimo e sembrava stesse seduto nel giardino davanti al taj mahal, e invece era in piazza sbrfragni.

1 commento :

Luna Simoncini ha detto...

sei un fotografo e un poeta... :)