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24 gennaio 2008

niente roba pericolosamente bella

non credo di voler diventare un fotografo di guerra e di roba pericolosamente bella. meglio la roba bella e basta. ma non si può mai dire.
witness journal è una rivista elettronica (un e-zine se si dice così sennò l'ho inventato adesso) fatta davvero bene. mi piace, soprattutto lo spirito e la voglia di foto che c'è dietro. un buon progetto portato avanti seriamente, ma in maniera semplice. è nato da poco (solo 7 numeri per il momento) ma la qualità di quello che pubblica e il successo che sta avendo fanno pensare a cose buone per il futuro. pubblica reportage fotografici e basta. e paga anche i fotografi che pubblica! si può scaricare in pdf da leggere scomodamente sullo schermo del proprio pc (effettivamente è una pecca, ma forse l'unica. la carta costa!). ho provato a mandare le foto fatte in andalusia (bisogna concedere un'esclusiva di 30 giorni, e questo è l'unico "reportage" per cui posso farlo visto che è stato ignorato dalla grazia neri) e il riscontro è stato molto buono. si sono dimostrati interessati e avevano intenzione di pubblicarlo sull'ultimo numero. mi hanno chiesto di scriverci un testo e io l'ho fatto scrivere a miriam. poi non l'hanno pubblicato (credo che possa entrarci il fatto che nel numero precedente c'era un servizio su granada...). hanno però deciso di inserirlo nella fotogallery di fotoup.net, che è il "movimento" da cui parte witness journal. una buona vetrina tutto sommato. storia già sentita, non arrivo in fondo ma continuo ad ampliare la mia collezione di premi consolatori. qualcosa del genere.
tutto questo per avvertire che chi volesse vedere gli scatti andalusi (che non ho inserito sul sito perchè sono pigro) può trovarli lì. e c'è pure il testo di miriam.

1 novembre 2007

mi occupo di fotografia.

che sto facendo in questo momento della mia vita. (punto, non punto interrogativo).
metto a posto le foto, quelle della spagna prima di tutto, ma ne ho molte altre accumulate, essenzialmente quelle dell'hinterland milanese e delle auto. le riguarderò subito dopo queste. mi sa che domani finisco. intanto cerco di organizzare foto future a reggio emilia, milano e nairobi.
mi occupo di fotografia. e intanto cerco di capire se oggi può esistere ancora un'adolescenza anni novanta.

28 ottobre 2007

verde que te quiero verde

il barbiere di siviglia

ah! quando si dice che uno si rilassa e scopre un sacco di cose belle e poi stai bene e scopri altre cose belle e sei felice!
in realtà ero fermemente deciso, fino ad un attimo fa, a scrivere un post organico coerente e completo su un argomento solo. però poi non sapevo come iniziare e allora diamo il via alla solita serie di informazioni riflessioni emozioni sparse e sporche frequenti in questo blog.
le tapas sembrano un aperitivo tutto italiano: stuzzichiamo insieme qualcosa bevendoci su, ma non lo sono. sono un vero e proprio pasto, ma secondo me a milano gli aperitivi sono delle cene e le tapas in spagna no. però loro fanno così. e a furia di mangiare montaditos il paese più cattolico d'europa si riscopre portabandiera di senzadio checche e comunisti. e il clero si attacchi pure... prego da questa parte...
l'andalusia dei toreri e del flamenco. l'andalusia della semana santa e dei 45 gradi all'ombra. tutte cose che non ho visto. però in compenso ho fatto la cacca nel bagno della casa di picasso. a malaga. era proprio la casa dove ha vissuto. ed era il bagno degli uomini. quindi sicuramente era quello che usava lui.
gli azùlejos non sono tutti azùl.
l'andalusia è proprio verde nel senso che è verde un sacco e dappertutto! non c'è un posto così verde in tutta europa. io che l'ho girata tutta... verde verde, verde que te quiero verde.
e poi al viaggio di ritorno mi sono dimenticato di prendere lo xanax e ci sono state tante turbolenze e io lo sapevo e prima mi ero comprato il time e mi sono letto un articolo sulla blackwater. cioè un pò ho fatto finta perche avevo paura e sudavo e in due ore e dieci non sono nemmeno riuscito a finire un articolo. però era un sacco bello. poi leggere il time fa figo. e se qualcuno me lo avesse chiesto gli avrei detto che sono un fotografo. in aereo. e leggo il time. sono italiano e leggo tranquillamente l'informazione mondiale nelle altre lingue tornando da siviglia. ma a fianco a me c'era miriam e non ha voluto sapere niente di tutto questo.
io lo sapevo che era uscito leopard ma non è che sono andato a vedere in andalusia su internet com'era e allora mi sono informato soltanto adesso. e lo volevo dire che mi sono emozionato di nuovo che con tiger l'avevo un pò lasciato andare. ma qui ci sono un sacco di cose utili. dico proprio nell'uso. a parte le minchiate della trasparenza e i riflessi della mobilità delle finestre sulle luci della moda e del jet-set... ho visto che lo stesso finder è stato migliorato di bestia. quick look! una roba che ti permette di vedere qualunque tipo di documento senza aprirlo! aprire i files non è di moda... time machine e spaces (preso paro paro dal mondo linux ma meglio così). e poi ichat ti fa condividere qualunque cosa in tempo reale! insomma mi rendo conto che questa è una pubblicità gratuita bella e buona. emozionami e farò pubblicità pure a te!
e tra le email ci ritrovo pure il risultato del concorso memorial giacomelli. quello che non sapevo che foto mandare e poi ho mandato l'ex-opg. pure questa volta non ho vinto. e pure questa volta sono stato segnalato. ma sono molto contento perchè la giuria era potente e mi hanno messo al fianco di andrea frazzetta, uno che tira davvero! un punto di riferimento. è un ragazzo ma va forte e pure lui è stato segnalato. ha vinto antonella monzoni. qui il comunicato finale.
la prossima settimana mi sa che la passo sul computer che devo dare una forma a una decina di gb di foto (non solo andaluse).