12 novembre 2010

blog qualunquismo.

ogni tanto mi metto a leggere le notizie su quello che succede in italia. tanto per fingere di poter fare il blogger a tutti gli effetti, quello che vive in rete, si informa, e poi scrive cose pensando che sta scrivendo per wired.
e insomma navigo tra le notizie e mi rendo conto che in italia non sta succedendo poi granchè, niente di nuovo. cioè c’è coso lì, che lo vogliono far dimettere ma lui non sta a sentire nessuno al di là del suo pisello. che poi, questo non l’ho letto, è una mia riflessione, lui è sempre stato vittima del suo pisello. quando gli capitava un erezione - prima magari a intervalli più umani - mollava tutto e seguiva la filosofia testicolare facendo, appunto, una cazzata. col tempo il pisello deve essersi rotto, bloccato in alto. il poveraccio è rimasto succube della volontà di una testa calda e adesso è la cazzata continua che conosciamo.
che poi meno male che non si dimette. ma meno male meno male. per piacere coso, non dare le dimissioni fino a che non torno. fallo per me. non potrei mai sopportare di non vivere le tue prime e ultime dimissioni nella storia d’italia. fammelo come regalo di natale. non li stare a sentire a questi mentecatti comunisti mafiosi giustizialisti pressapochisti culattoni poveracci invidiosi e interisti. tieni duro. tanto pare che ti venga facile.
e insomma, scorrendo le notizie, ho scoperto una cosa su milano. in piazza del duomo dovrebbero montare una gigantesca boutique di tiffany. tiffany la gioielleria.
adesso la curia, che stà lì di fronte, si è un pò risentita di questa cosa. e quando mai. c’è un certo arciprete (una persona che ha passato tutta la vita a studiare dio e le sue applicazioni sull’elettorato per poi ritrovarsi con un appellativo che evoca maniscalchi e ponti levatoi) che non trova rispettoso che in un periodo così di crisi ci venga sbattuta in faccia l’opulenza maligna del lusso.
ora. secondo me ci sono due punti di questa cosa che andrebbero chiariti. il primo è che la crisi a cui si riferiscono l’arciprete e l’immancabile arcivescovo tettamanzi (più fortunato, essendo già nato con un nome che evoca cose ridicole) non è in effetti la crisi economica attuale, ma quella del quindicesimo secolo, quella della peste e le guerre feudali e il calo demografico. periodo di evidente riferimento per ogni tipo di affermazione che arrivi da istituzioni ecclesiastiche. meno male che il medioevo è quasi finito e tra un pò dovranno confrontarsi con l’illuminismo. ah, poveri loro.
il secondo punto è che secondo me gli rode un pò il fatto che c’hanno messo proprio una gioielleria. cioè se ci mettevano un autosalone ferrari non facevano tante storie. tiffany però dà fastidio, perchè un diamante è per sempre. fa concorrenza in eternità. uno passa e da una parte c’ha dio e dall’altra un diamante. per sempre tutti e due. dove vado? che faccio? dio? diamante? sono tutti e due molto costosi! e poi per entrambi devo fare un sacco di sacrifici! però almeno il diamante è un investimento sicuro. almeno si può rivendere. con sta crisi mica è una brutta idea… e poi va di fronte a comprarsi un panino da burger king.
il terzo punto infine, che non c’era prima, ma mi è venuto in mente ora, riguarda la commistione tra stato e chiesa. la connivenza e la collaborazione e la comunione di intenti e tutta un’altra serie di parole con la “c” che indicano quanto siano culo e camicia. appunto.
adesso non voglio iniziare una polemica sterile, ma secondo me è tutto un tentativo della curia di salvare la faccia a berlusconi. e non dico metaforicamente. pare che ci sarà un comizio del presidente sotto natale. e pare che nella boutique di tiffany saranno in esposizione, in occasione dello scenario così suggestivo, tutta una serie di statuette del duomo in oro bianco e diamanti. e quelle, per come la vedo io, fanno male.

1 commento :

eLe ha detto...

Questo post è fantastico.La tua logica è stringente...le statuette fanno malissimo, soprattutto alla dignità.