23 agosto 2009

i pesci, i cavalli e poi le persone.

mi sono mangiato dei cookies che a livello di calorie sono paragonabili al pil del giappone. in litri. non so perchè ma quando vivo solo come adesso la spesa la faccio in maniera pericolosa per la mia sopravvivenza - anche se in realtà la mia unica preoccupazione dovrebbe essere quella di sopravvivere - e se dovessi vivere sempre da solo morirei di cose belle.
oggi sono andato in treno a grenaa. i treni danesi sono simpatici e comodi e funzionano esattamente come quelli italiani. cioè appena ci entri dentro ti addormenti. a grenaa c’è un acquario che si chiama kattegat centeret che sarebbe anche bello se non fosse per il fatto che, essendo sabato, c’erano più bambini che pesci. i pesci, come si sa, di sabato fanno mezza giornata. non sono andato a copenaghen perchè così sono riuscito a tornare a casa in giornata che domani devo assolutamente fare delle cose qui. impegni improrogabili. tipo la lavatrice.
e tornando alla storia dell’acquario ci sono andato per fare le foto e alla biglietteria gli ho detto che ero uno studente che aveva mandato due email nel cuore della notte precedente, perchè si era ricordato solo all’una e mezza, in cerca di un biglietto gratis per ragioni di studio. e molto gentilmente la bigliettaia ha controllato le email e mi ha risposto che nessuno dall’ufficio dei biglietti gratis le aveva comunicato niente perchè era sabato e quelli degli uffici non lavorano proprio, mica come i pesci. poi mi fa un biglietto ridotto per bambini delle scuole piccole, io la ringrazio e entro saltellando nell’acquario ciucciando il mio leccalecca.
quando sono lì, tra sogliole giganti (madonna che impressione) e i pesci qualunque (pescium qualunquem), tra gli squali e le foche (li potevano pure mettere tutti nella stessa vasca che veniva più divertente) mi rendo conto che non voglio fotografare i pesci. chi se ne frega dei pesci. cioè poi qualche foto dei pesci l’ho pure fatta e sono pure venuti bene, però sono pesci. in fondo li vedi pure alla pescheria della coop mentre ti chiedi che cosa sia un pangasio* e lì stanno pure fermi. invece voglio fotografare le persone. le persone dal punto di vista dei pesci. e col senno di poi è una cosa anche molto intelligente e artistica ma, diciamoci la verità, non mi sono divertito per niente a fare l’artista. cioè fare foto alla gente cercando l’inquadratura attraverso le vasche o nel tunnel subacqueo... sì, magari un giorno potrò dire che si trattava di una ricerca sull’essere umano in un ambiente creato appositamente per rivendicare in maniera carina la sua posizione dominante in questo pianeta. ma per il momento sono quattro foto del cazzo.
molto meglio è andata invece ieri quando sono andato alle corse dei cavalli dove la gente va e scommette e poi beve la birra e poi fa un picnic con la famiglia e poi si bacia con la fidanzata e poi scommette i soldi che ha vinto e poi scommette gli altri soldi che si era portato dietro perchè aveva deciso così già dall’inizio e poi ride con gli amici e poi guarda pure le corse dei cavalli e poi bada ai figli biondi.
è per questo che la foto di oggi non è una persona vista da un pesce ma è una persona vista da una persona. che sarà pure meno originale ma è quello che voglio fare nella vita.

* [ una volta ero a milano a fare la spesa alla pam e passo per la pescheria dove vedo questo pangasio in offerta. prezzo veramente basso. era un filetto. allora chiedo al pescivendolo di che si tratta, che è sto pangasio, come si cucina. lui guarda il pangasio in silenzio, poi mi guarda in faccia e molto onestamente mi rivela che non ne ha la più pallida idea, che è un pò che glielo portano e lui ne vende tanto perchè costa poco. comunque dovrebbe essere pesce azzurro. me lo compro e me lo mangio. pesce azzurro un corno! trattasi di un pesciolino vietnamita che sta facendo fortuna nei mercati ittici di tutto il mondo grazie al fatto che in allevamento riesce ad arrivare ad un peso di qualche chilo in pochissimo tempo. quindi pochi soldi, il tempo è denaro si sa. due cose mi infastidiscono però. la prima che è questo pesciolino, che dovrebbe essere d'acqua dolce, è originario del mekong, uno tra i dieci fiumi più inquinati del mondo, dove se l'acqua è dolce chissà che c'hanno buttato dentro. la seconda è che viene esportato solamente in filetti congelati. cioè questo nessuno lo ha mai visto in faccia, nemmeno il pescivendolo della pam che forse ancora oggi lo vende come pesce azzurro. dicono che lo esportano così perchè è brutto. ma l’hanno mai vista in faccia una sogliola? ]

5 commenti :

eleonora ha detto...

alla fine chi è più “strange, estranged, strangeness” di te, piccolo e nero, che guardi i danesi, alti alti e biondi?

mattia ha detto...

ha detto licia colò che non c'è problema,il pangasio lo puoi mangiare tranquillamente

boccaccino ha detto...

sì, licia colò! la sindacalista delle cicogne! fosse per lei non avremmo più figli. non mi fido... secondo me lei trama qualcosa di terribile e il pangasio è uno strumento!

Luigi ha detto...

il pangasio ha il nome di un pesce sfortunato... pensa che l'unico suo momento di gloria è stato quando faceva lo spiedino alla brace in good morning vietnam un attimo prima che il locale di saigon in cui lo vendevano scoppiasse per una bomba! ma tu continua così... ah per le foto degli acquari ti consiglio un bel fisheye... se non altro è in tema!

Antonio ha detto...

no non mangiare pangasio...io ne ho sentito parlar male...non farlo! Ma ti sei impallato con gli acquari quindi?