19 gennaio 2012

y!


praticamente è andata così.

un pò di mesi fa mi sono accorto di alcune cose sul senso del tempo e sull’esigenza di permanere e perpetuare (sciocchezze che ho ancora in testa e che potranno venir fuori ogni tanto. uomo avvisato, mezzo morto).
in altre parole ho pensato che tutto quello che avevo scritto sul blog fino a quel momento erano degli appunti che avrebbero potuto far molto comodo a mio figlio per scrivere la mia biografia. già. e quindi dovevo assolutamente produrre un figlio!
la logica era schiacciante. non potevo assolutamente far perdere a quel ragazzo la possibilità di esistere e di scrivere la mia biografia usando il mio blog come fonte. cioè, pensa un momento a quando intervistano sto povero figlio riguardo al periodo surrealista del padre e lui non sa niente. che dice? “no mi scusi io non c’ero quel giorno… ero in bagno… il cane mi ha mangiato la nonna…” oppure “questo non lo so dal momento che non esisto…” ?!? inconcepibile.
invece se quel figlio esiste, ed è sicuramente anche molto bello, e ha tutta una serie di strumenti dettagliati, può consultarli e rispondere con sicurezza “non credo che mio padre sia stato mai un surrealista, ma un giorno si è fatto frustare in una sauna lèttone con dei mazzetti di betulla.” convinto. vai così! sono gioie che solo un padre può comprendere...
basta scrivere su sto blog, che di roba ce n’è tanta. pensavo. mi dovevo concentrare anima e corpo alla riproduzione non digitale di me stesso. lo dovevo fare proprio bene questo figlio, senza distrazioni. un primogenito di quelli esagerati, un concentrato selezionatissimo del padre, fatto con cura e maestria, un’eccellenza. una sorta di boccaccino gran riserva.

ad essere sincero sono partito vagamente impreparato. la previsione era, mi accorgo adesso, un pò ambiziosa, ma tutto sommato realizzabile: produrre un erede, da lì a dieci mesi, senza nemmeno avere in partenza un utero a disposizione. insomma partendo da zero, o meglio da y. oh, donne, sappiatelo! y è l’unica cosa che io ci posso mettere per fare un figlio… da lì parto e lì purtroppo mi fermo. è una precisazione che tengo a fare perchè tutti sappiamo come nascono i bambini e io non voglio deludere nessuno. conosciamo tutti l’alchimia, il processo, gli ingredienti necessari. è da che eravamo piccoli che ce lo spiegano per bene. un lavoro a tempo indeterminato nella tua città natale, meglio se alle poste centrali o in ferrovia (in alternativa alla tua città puoi mettere una qualunque città del nord, ma in quel caso devi procurarti anche un pò di babysitter, in sostituzione all’ingrediente tradizionale “nonni”). tre settimane di ferie all’anno, di cui due ad agosto. una casa in affitto, ma meglio il mutuo che almeno alla fine la casa è di proprietà. un pacco di soldi enorme per i pannolini, anche detto tredicesima. una macchina. ah! e soprattutto, un matrimonio, elemento imprescindibile (tra l’altro molto usato anche per fare un figlio nell'apprezzatissima versione "salvamatrimonio". è ovvio che se non si è sposati questa variante è impossibile). poi, a seconda delle ricette regionali e della qualità di figlio che si vuole ottenere, si può aggiungere un pò di battesimo, ma io pur avendone uno (ed essendomene anche avanzato un bel pò) preferisco non metterlo. poi sono gusti.
comunque dicevo, io di tutte queste cose non ho niente. forse solo la macchina, ma è giapponese, vecchia e scassata, dentro non funziona nemmeno l’arbre magique, c’ha lo stereo a cassette e ci fumo dentro e corro. insomma, non credo sia il posto adatto per un’infanzia felice.
però poi ho scoperto, in tarda età, che a parte tutti i sopracitati ingredienti essenziali, può essere necessaria, a volte, anche un’altra cosa, della quale non mi era mai stato detto, nè a scuola, nè in chiesa, nè in famiglia, nè tantomeno in tv (o in ogni caso non mi è rimasto impresso come tutto il resto). e ho anche scoperto con grande sorpresa che io questa cosa ce l’ho.
y! un bellissimo cromosoma nuovo di zecca mai usato! che tra l’altro, scopro col passare degli anni, è l’unica cosa che ci fa degnare di uno sguardo dalle donne. loro forse non lo sanno, ma io sì.
insomma mi sono sentito a pieno titolo un padre potenziale. per certi versi ho tutte le carte in regola. si può fare!

poi esattamente non ho capito bene perchè non è successo. ci sono ancora delle lacune a riguardo.
fatto sta che finché non nasce mi sa che io gli appunti continuo a scriverglieli, poi vediamo.

6 commenti :

Alessia ha detto...

Non mi pronuncio sul merito perché non l'ho ancora letto.
Dico solo: era ora.

Eleonora Bove ha detto...

Ma dimmi...sei serio sul serio? Ma proprio seriamente?

boccaccino ha detto...

ma tu sei seria nella domanda? cioè seria che vuoi una risposta seria? oppure se fa pe' ride? perchè io preferirei. sempre.

Annamaria ha detto...

"forse solo la macchina, ma è giapponese, vecchia e scassata, dentro non funziona nemmeno l’arbre magique" questa vale tutto ! :-))

Anonimo ha detto...

io ti procuro i pannolini "agratís" cosí con la tredicesima ti puoi comprare la droga

boccaccino ha detto...

non sai quanto ti voglio bene. così mi togli dall'infelicissimo bivio "mi fumo i pampers o pulisco il sedere di mio figlio con la coca?"