8 marzo 2011

le porte del cielo.

gli aeroporti sono il posto in cui ci va la gente che vuole volare, e io non ci avevo mai pensato. in effetti spesso capita che ci vada anche chi non vuole volare affatto, magari c’ha paura, ma poi finisce che vola pure lui, insieme a tutti gli altri.
e poi a seconda della parte in cui si entra in un aeroporto si vede tanta gente che si abbraccia e piange. oppure si vede tanta gente che si abbraccia e ride. si vede pure chi si bacia, però generalmente quelli che si baciano piangono tutti, indipendentemente da dove entri.
e poi c’è tanta gente che corre come se gli servisse la rincorsa per decollare o come se fosse inseguita. e allo stesso tempo c’è tanta gente che aspetta le ore senza fare niente, come fosse bloccata che non può uscire, solo aspettare. e dorme sui sedili e sui divani sparsi in mezzo alla gente che corre. e succede tutto insieme nello stesso posto e allora pensi che ognuno c’ha la sua.
e quando entri e vuoi volare vai in un posto dove si prendono tutta la tua roba, tutto quello che sei e che ti porti dietro, e lo mettono via e lo analizzano e lo potrai riavere indietro solo se dio vuole.
quando gli dai tutta la tua roba mi sa che controllano anche un pò chi sei tu, che cosa hai fatto di male in vita tua e se scoprono che sei una persona cattiva non ti fanno volare.
certe persone cattive però non le scoprono subito, e allora fanno degli altri controlli in un altro posto dove ci sono tante guardie che magari ti toccano anche. ti toccano perchè certi peccati sono strani, non si vedono, anche se te li porti addosso. e queste guardie sono quelle che poi per ultime decidono se puoi entrare nel limbo oppure no.
al contrario di quanto molti pensano, il posto sulla terra dove si è più vicini al cielo non è l’himalaya, o il tetto di un grattacielo, o la collina su cui hai appena fatto l’amore. perchè dalla cima dell’himalaya l’unica cosa che puoi fare è scendere, e se sei bravo scendi vivo. e una volta che sei sceso dove vai se vuoi andare più in alto? all’aeroporto, appunto. area imbarchi. e il limbo, insomma, è quella zona in cui si è più vicini al cielo, però ancora non si è in cielo.
e qui è tutto più luminoso, ma per davvero. appena entri vedi queste luci bianche e soffici circondare orologi e anelli e profumi e bottiglie di cognac e sembra proprio che volare sia una cosa molto vicina ai piaceri terreni. e ci puoi trovare la gente che arriva da tanti tempi diversi, ognuno con la sua ora ancora dentro. e questa gente sta seduta a fissare in alto, o a guardare gli altri volare. oppure cammina piano tra le luci bianche o parla al telefono con chi ha appena finito di abbracciare e farsi piangere.
e poi si sentono le voci. tante voci che si susseguono e certe volte si accavallano e parlano tutte lingue diverse. una babele che arriva da qualche parte in alto, non si capisce esattamente da dove, e dice cose che la gente capisce solo a gruppi, a seconda della lingua. e alla fine, poco a poco, capiscono tutti e tutti si muovono.
le voci non smettono mai di parlare e nel limbo la gente non smette mai di entrare, di girare, di aspettare e di avere un pò paura. e tutti che vogliono volare.

2 commenti :

Eleonora Bove ha detto...

Io sono una di quelle persone! ^_^

Anonimo ha detto...

Perche' non sei stato all'aeroporto di Tampere