27 dicembre 2009

vernel.


mi leggo il retro della confezione del vernel perchè io in certi momenti devo leggere ed è successo che in realtà manco mi dovevo sedere, poi ho pensato che magari potevo rimanere piacevolmente sorpreso e allora mi sono seduto. però non mi ero portato, naturalmente, nessun libro o rivista e allora questa volta, nella varietà di bagnoschiuma, ammorbidenti, saponi intimi e shampoo è capitato vernel. e il vernel oggi nel retro della confezione parla di un sacco di cose diverse, ma poco di come si lavano i panni. quella storia la liquida subito, butta un misurino nella lavatrice e tanti saluti, cominciando poi tutto un’illustrazione di quanto questo nuovo vernel sia buono per l’ambiente. ed è così buono per tutta una serie di ragioni estremamente convincenti se le leggi di fronte allo scaffale dei casalinghi. qualcosa del tipo vernel è più amico dell’ambiente perchè riduce le emissioni di co2 grazie ad una migliore efficienza nei trasporti. non era proprio così ma non mi va di tornare a vedere. il punto è che è una frase dove ci sono in mezzo un sacco di parole chiave tipo ambiente, emissioni di co2, efficienza, che giustamente sono sufficienti a convincere mia madre al supermercato. sempre se le legge. ma purtroppo, a mio avviso, non sono abbastanza precise per un lettore che ha tempo da perdere sulla tazza del cesso. e mi chiedo se quelle cose di solito fanno effetto pure su di me. e mi rispondo francamente di sì. e poi mi fa tristezza che ormai tutti ce lo scrivono sul retro che sono ancora più amici dell’ambiente. più di quando o più di chi non ha poi molta importanza. l’importante è esserci. è quasi una legge non scritta e mi vengono in mente altri tempi, qualche hanno fa, quando non c’erano tutte queste fregnacce ambientaliste e io mi concentravo sulla composizione dei detersivi o dei saponi e via dicendo. e tutti dicevano, senza troppo scalpore, che dentro al vernel di turno c’era sempre meno del cinque per cento di tensioattivi ionici. ah, i tensioattivi ionici, che dopo un pò li andavo a cercare ovunque, sempre senza sapere cosa fossero, e sempre vedendo se erano meno del cinque per cento. così, tanto per sentirmi tranquillo. devono fare molto male questi tensioattivi ionici, pensavo, visto che lo scrivono piccolo senza clamore. meno male che ce ne mettono solo meno del cinque per cento. e poco fa guardo sul retro vernel e vedo che sono scomparsi, sostituiti dai tensioattivi cationici, sempre meno del cinque percento. e chi sono questi? come si permettono? chi li conosce? e allora ho pensato che devono essere qualcosa che fa consumare meno benzina ai camion che li trasporta, visto il papiello dell’etichetta. magari sono stati costretti a sostituirli ai veterani ionici solo per poi poter scrivere tutta una serie di cose banali sulla sostenibilità che nemmeno il tg5. e a me chi ci pensa? un pò ci rimango male, è come se fosse finita un’era e mi sento tradito dall’industria chimica. un’industria chimica che al giorno d’oggi si preoccupa solo del vil denaro senza minimamente pensare a quei consumatori che cercano la sicurezza nella routine. ci vorrà del tempo ad abituarmi. e poi, poco prima di realizzare che per stasera niente e che magari domani mattina, mi viene in mente antonio ranaudo che sicuramente lo sa che sono i tensioattivi ionici e perchè arriva sempre una mattina che il progresso ti ha rovinato la giornata. forse è proprio lui stesso un lobbista dei tensioattivi cationici, anche se sono convinto che non lo fa con cattiveria, voglio continuare a considerarlo una brava persona.
io me li immagino questi del progresso. dicono vabbè la gente dopo un pò capisce, se lo dimentica il cucciolone a tre gusti, le musicassette o i macintosh col powerpc, si abitua. e la gente poi effettivamente si abitua.

ps: non mi sono mai preoccupato di andare a scoprire cosa siano, anzi oramai fossero, i tensioattivi ionici. e, per piacere, non voglio saperlo.

6 commenti :

Annamaria ha detto...

infatti meglio non saperlo...e...meglio non chiederlo a Ranaudo!!! la cosa mi spaventa

boccaccino ha detto...

ma pure se glielo chiedi quello non risponde. dice timore reverenziale anche se io gliel'ho detto che non mi sento eccessivamente reverendo. bah.

Annamaria ha detto...

come non risponde? secondo me da una risposta molto lungaa e documentata ! è o non è un dio delle molecole?

Antonioraná ha detto...

tensioattivi ionici : tensioattivi cationici = Famiglia Boccaccino : Roberto Boccaccino

E chiudo!

P.S. Annamarí, fai poco a´spiritosa! :D

P.P.S lo sapevo che non dovevo rompere il silenzio reverenziale. Adesso mi sento colpevole. Vado a confessarmi!

boccaccino ha detto...

so' soddisfazioni!

Antonio ha detto...

maaa...guarda che capacità di sintesi!