18 ottobre 2009

a volte pacman da più soddisfazioni.


alla cena c’era questa ragazza che rideva sempre. si vedeva che non era stupida, c’aveva la faccia intelligente e parlava pure di cose intelligenti. ma rideva sempre. ogni quattro cinque parole rideva, come un tic nervoso. una risata acuta e fastidiosa. e allora ho iniziato a farle le foto. mi sono seduto accanto a lei che era serba o bosniaca ma vive in danimarca da tanto e ho iniziato a farle le foto primitive, senza guardare, senza badare al fuoco, senza badare ai tempi. e lei mi ha detto di smetterla e poi ha riso. allora ho riso pure io e le ho detto di non preoccuparsi che non mangio mica e poi abbiamo continuato a parlare e ad ascoltare tutti gli altri. qualcuno ha detto qualcosa di noioso e qualcun altro deve averlo assecondato perchè dopo dieci minuti ero di nuovo lì che volevo fotografare. io quando mi annoio fotografo oppure gioco a pacman. però mi sembrava meglio fare foto che almeno sto in mezzo agli altri. e questa ragazza mi ha detto di nuovo di smetterla. lo ha detto con gli occhi più cattivi di prima, gli occhi del rimprovero, come a dire già te l’ho detto una volta. e io l’ho guardata come a dire che se ridi con quella frequenza invalidi ogni tipo di comunicazione negativa verso il prossimo. non sei credibile. e naturalmente è partita con la sua risatina. allora quasi mi passava la voglia e me ne sono andato in cucina dove c’era un ragazzo che fumava e gli ho messo la macchinetta in faccia. lui ci ha guardato dentro senza ridere come a dire. era siciliano.

5 commenti :

miriam ha detto...

sei proprio erasmus!

Antonio ha detto...

Roberto non importunare la gente...e poi se ti annoiavi potevi sempre fare dei rumori.

eleonora ha detto...

ehehehe...dei rumori...ehehehe

fabrizio venerandi ha detto...

secondo me pensava che ci stavi provando

boccaccino ha detto...

probabile. anche se credo di essere più esplicito quando ci provo. che se basta solo fare le foto alla gente per essere uno che ci prova, allora sarei davvero di facili costumi.