4 settembre 2009

festa in un monolocale.

nell’ascensore c’è scritto quello che c’è in ogni piano perchè è un palazzo di uffici e la ragazza che entra con me preme subito “7 - non mi ricordo che è”. e poi devo premere io perchè sennò arrivo al 7, solo che un pò mi vergogno perchè la ragazza è molto carina. senza malizia intendo, è giovane, è vestita precisa e mi sorride cordiale e amichevole. fatto sta che io devo andare al 5 e intanto già siamo al terzo piano e allora mi decido e spingo “5 - cryos spermbank”. poi tengo la testa bassa come se avessi appena confessato un peccato e ad un certo punto però alzo gli occhi, solo gli occhi, il mento è ancora giù, e timidamente guardo di nuovo la ragazza in faccia e quella mi sorride più di prima. e io parto in un vorticoso turbinio di pensieri nel tentare di decifrare la sua espressione luminosa, che magari non si vedono molti non biondi da quelle parti, che magari può far piacere avere a disposizione il seme della non biondità, o che magari è cieca. e poi un campanello mi riporta giù dal turbinio, piano 5, le porte si aprono e io sono nella banca del seme più grande del mondo.
detta così sembra una cosa enorme. almeno io me la immaginavo enorme, arredamenti luci e spazi tipo minority report. tutto futuristico però fine. della serie che noi qui conserviamo la vita, metà vita in effetti, ma roba seria comunque. e invece è soltanto un bel posto, grande come un quinto piano di un palazzo, senza celle frigorifere giganti, senza scaffali di provette a perdita d’occhio, senza decine di scienziati che con le mascherine e i camici bianchi analizzano ettolitri di liquido seminale. e questo perchè, ci riflettevo una volta uscito, gli spermatozoi sono proprio piccoli. non so se avete presente, ma in una gocciolina ce ne sono tantissimi (mi hanno pure fatto vedere a microscopio e sembrava che stessero dando una festa in un monolocale), e quindi evidentemente un paio di enormi botti di metallo o chissacchè piene di nitrogeno liquido per conservare il seme bastano allo scopo. per correttezza va detto che si tratta della banca del seme più grande al mondo perchè ha aperto dei laboratori “di raccolta” anche in india e in america, quindi la merce non è tutta qui.
il fondatore e direttore supremo mi accoglie gentilmente dall’alto del suo essere biondo. direi biondo cenere. non credo di sapere cosa voglia dire biondo cenere ma diciamo che per me un danese sulla cinquantina può essere tranquillamente biondo cenere. mi porta nel suo ufficio dove, dopo i convenevoli, mi inizia a raccontare il perchè del suo lavoro. di quanto sia importante donare la possibilità di avere figli a chi non può, sia per questioni fisiologiche, sia perchè magari non ha un compagno, sia perchè magari ha un compagno che in realtà è una donna. insomma i casi sono tanti anche perchè questa banca lavora in tutto il mondo e in ogni paese ci sono possibilità diverse e interpretazioni diverse della cosa. lo ascolto incuriosito, mi rivela che il popolo italiano se continua così scomparirà (abbiamo un tasso di riproduttività tra i più bassi del mondo), dobbiamo riprendere a fare figli ma è un problema di società, il nostro governo non ci invoglia, in russia mandano gli spot in televisione per promuovere le famiglie numerose e a me viene in mente che ultimamente ho visto più pubblicità di adesivi per dentiere che non di pannolini...
mi accenna pure dei soldi che danno ai donatori, e naturalmente che fine fa il prodotto della donazione, insomma mi illustra un pò tutto il processo in maniera analitica, ma non troppo, si vede che ci crede in quello che fa e vuole che anche io ci creda.
fatto sta che io ci credo, ma se mentre all’inizio sono molto interessato e gli faccio qualche domanda dopo un pò mi annoio e non vedo l’ora di andare di là, impaziente di fare ciò per cui sono lì.
allora quando ha finito gli faccio capire che io sarei pronto, ma lui mi dice che prima vuole accompagnarmi in un tour della struttura. e mentre giriamo per i laboratori mi spiega che a seconda dei casi vengono effettuati più o meno controlli sul liquido seminale, più o meno lavorazioni, ottenendo prodotti adatti alle diverse situazioni. e nello spegarmi tutto ciò decide di fare un infelice paragone col latte scremato o intero o in polvere e io vorrei non ascoltarlo e infatti non lo ascolto perchè sennò gli scoppio a ridere in faccia. e questo tour si conclude nella parte dell’azienda dedicata alle donazioni. che poi sarebbe una serie di bagni per uomini tutti vicini che però all’interno hanno un’ampia serie di servizi dedicati (facili da immaginare). e quando uno è dentro fuori la porta c’è una luce rossa accesa, come a dire attenzione... siamo in onda...
e dopo che mi ha finito di spiegare tutto e sembra non c’è più niente da aggiungere allora io dico ok io comincerei e lui mi dice va bene e allora inizio a fotografare un pò il posto. il nitrogeno liquido, le provette, il microscopio, i bagni degli uomini, e soprattutto lui, quest’uomo che ha inseguito un sogno (parole sue) ed è riuscito a realizzarlo. e secondo me gli ho fatto pure un bel ritratto.

3 commenti :

mattia ha detto...

sono molto curioso di vedere qualche foto

ole schou (il capomastro) ha detto...

Thank you Roberto,

The quality of your photos is excellent!
I will refer to your photoagency if journalist will ask for photos the next future.

Best,
Ole

Antonio ha detto...

Robè, ma allora, alla fine hai sparso Boccaccini in Danimarca?