27 agosto 2009

una panchina bianca.

lo sapevo che sarebbe successo. che sarebbe stato solo una questione di tempo. ma è normale, quando uno è lontano da casa certe cose possono capitare. spesso capitano. e a me è capitato. mi sono innamorato di nuovo. questa volta è danese, 34 anni portati benissimo. si chiama david hogsholt che dicono sia famoso. poi sono andato a vedere su google e mi sono convinto pure io che è famoso. poi ho guardato il suo sito e ho capito pure perchè. oggi pomeriggio è stato il mio turno per un one to one, cioè un’oretta faccia a faccia in cui gli facevo vedere le foto e lui mi diceva quanto sono bravo ma fino ad un certo punto. che forse mi devo sporcare un pò di più e cercare la foto meno precisa ma più emozionante e mentre lo diceva io mi emozionavo davvero come se ce l’avessi avuta davanti la foto che non avevo fatto. perchè io quella foto la voglio fare veramente. e intanto capivo di nuovo che i giornali ti rovinano gli occhi e inizi a pensare a campare e inizi a pensare ai giornali e inizi a scattare per i giornali che non scatti più con la pancia ma con la testa, se va bene, sennò col culo. e questa cosa oltre che capirla me la devo assolutamente ricordare. e io alla fine gli ho detto grazie. ma non mi ero ancora reso conto di nulla. cioè, avevo passato con lui un’oretta piacevole, durante questi giorni le sue lezioni sono state molto interessanti, ma al di là di una stima e di un apprezzamento professionale nulla. o forse già c’era il seme di qualcosa di cui mi sono accorto solo più tardi. non so.
ma poi stasera siamo andati tutti a casa di carsten, che è questo mio amico danese, che ha cucinato le lasagne (...), le insalate danesi molto buone e pure il pane fatto da lui molto buono soprattutto col burro salato molto buono del nord. è stata tipo una festa/cena in piedi come si fa nelle case degli studenti. però essendo tutti fotografi ad un certo punto uno a preso una yashica biottica e ci siamo fatti un ritratto tutti insieme. e poi un altro a preso una canon e faceva qualche foto bella e poi ne parlavamo. ad un certo punto ero in soggiorno e la discussione è finita sui poliziotti o le forze dell’ordine o le forze armate che in alcune situazioni, tipo dimostrazioni in piazza, luoghi sensibili in paesi sensibili, genocidi, guerra intensa e cattivissima decidono di prenderti le schede o di cancellarti le foto o ti arrestano o comunque si mettono a fare bordello perchè fai le foto. visto che la mia unica esperienza fotografica con le forze dell’ordine è stata quando uno a roma mi ha chiesto di fargli una foto (tra l’altro con la sua macchinetta) con il vigile urbano - mi sa che erano amici e si erano rincontrati - decido di glissare la conversazione e me ne vado di là dove c’era un libro di fotografia che girava tra la gente nella stanza e io non credevo che potessero esistere cene del genere. e mentre ero sul divano e crogiolarmi in questo mondo fatato david mi lancia addosso la canon di carsten dalla quale aveva preso un obiettivo e ritorna alla finestra alla quale era affacciato. del tipo tieni sta macchina non ho tempo di spiegarti. dopo un pò che lo osservo sporto per metà fuori dal palazzo, gli vado a chiedere cosa avesse visto. e lui mostrandomi il dorso della sua macchinetta mi dice una panchina bianca. semplicemente. e ancora una volta amore.

ho aspettato tutto il giorno di avere un immagine della festa di ieri da inserire nel post (è per questo che è stato pubblicato così tardi). ma carsten si è dimenticato. quindi ho scelto una foto qualunque.

3 commenti :

mattia ha detto...

"la cena dei cretini".voglio venire pure io

miriam ha detto...

e se borzoni si ingelosisce? ma quello nella foto mica sarà danese!

boccaccino ha detto...

in effetti non sembra danese, però credo proprio che lo sia.