9 novembre 2009

dimitri. tsk!


poi prometto che un post decente lo faccio ma adesso c'ho sonno e domani devo andare in ambasciata che mi aspettano. mi sento uno del milleottocento a dire che mi aspettano in ambaciata a riga. del tipo che arrivo e dico buongiorno ambasciatore, cosa ne pensa degli ultimi sviluppi del congresso di vienna?
fatto sta che non ho molto tempo e quindi posto solo la foto di janis che è il ragazzo lettone che mi sta ospitando.
ah no, però avevo detto ad annamaria che le finivo di raccontare la storia dei russi. insomma annamarì, facciamo presto che poi l'ambasciatore si irrita. stavo al mercato di riga, quello centrale, grande e mezzo all'aperto e mezzo al chiuso. quello che è praticamente la porta di un quartiere quasi completamento russo. e mi stavo facendo un giro e vendevano un sacco di cose e poi il mercato finisce ma la strada continua e ci sono tutta una serie di baracche di legno che sarebbero come negozietti barra bancarelle che però sono quasi tutti chiusi. fanno un pò gruppo a se e io mi ci infilo dentro e non c'è praticamente nessuno allora vado avanti e faccio qualche foto sparsa. oggi ho fatto un pò di foto da turista, ma va bene così annamarì, in fondo è domenica e sono arrivato ieri. e tra queste foto da turista, fatte così un pò da lontano, ce n'è una che prende una signora che sta comprando qualcosa a una delle due baracche aperte. è tipo a venti metri da me. però visto che non c'è quasi nessuno mi nota subito e con aria aggressiva e seccata mi inizia a dire un sacco di cose in russo di cui io capisco solo qualcosa tipo fotografiert. e capisco pure la faccia che sembrava un wrestler con un fazzoletto in testa. e dopo che mi ripete due tre volte questa cosa con fotografiert dice niet e sta zitta. e a quel punto capisco che forse è arrivato quel punto della conversazione in cui ci si aspetta una risposta dall'altra parte. quindi fondamentelmente faccio la faccia da triglia e inizio ad azzardare un i don't know vattelappesca sapendo perfettamente che non avrebbe mai capito niente. e in quel momento arriva un altro russo da dietro che era il proprietario di quell'altra casetta di legno aperta e sorridente mi dice di raggiungerlo, di andare a fare foto da lui e intanto tranquillizza la simpaticissima.
è un ragazzo, c'ha 29 anni, una moglie un bambino, un pò di debiti e quel negozio di utensili e materiali. tipo ferramenta. è tanto simpatico e ospitale e mi dice che è un lettone russo. non poteva che chiamarsi dimitri. a volte, annamarì, penso che questi sceneggiatori della mia vita c'abbiano proprio poca fantasia. dimitri.
insomma mi offre una caramella con l'aragosta sulla carta e dell'uvetta ricoperta di cioccolato. dice che adriano celentano è il migliore del mondo e io naturalmente sono d'accordo. con l'inglese se la cava, ci aiutiamo a gesti ma più o meno ce la facciamo. naturalmente mi offre della vodka però sono costretto a rifiutare. ci sono solo due bicchierini uno è il suo e il secondo è di un altro amico suo barra cliente che è lì e mi guarda parlandomi sempre più spesso in russo. è completamente ubriaco. e si starnutisce addosso mentre beve una cosa calda e a me mi fa un pò schifo e quindi l'idea di bere vodka nel bicchiere suo mi fa passare la voglia.
la cosa divertente è che a questo secondo tipo russo non gliene frega niente che non so la sua lingua. mi fa un sacco di domande guardandomi in faccia e dimitri traduce piano piano, poi ci sono cose che non mi sa tradurre allora prende un libro e poi riparla in russo con l'amico suo. io inizio a capire ma mi sto zitto che voglio vedere gli sviluppi della cosa. allora il russo ubriaco si illumina, si fa dare carta e penna e mi scrive due parole sul foglio. in russo! e dimitri si mette a ridere e poi inizia a fare una specie di grafico. insomma questo tipo era un soldato evidentemente assassino e crudele e fascista sovietico. voleva sapere da quante generazioni io ero italiano, se sono un italiano puro e soprattutto quanti italiani puri ci sono nel mio paese. di quelli però non mischiati con altre razze. gli ho detto che non lo sapevo proprio però ho visto che ci stava rimanendo molto male, allora ho detto ottanta percento. vai tranquillo. amaci. siamo tutti puri. mio nonno era siciliano che tecnicamente vuol dire italia, ma non so se quel russo ha mai visto un siciliano nato nel 1918. c'è da fare confusione.
poi dimitri mi chiede io che ci faccio al calar del sole in quel mercato e allora capisco che è arrivato il momento di andare via, saluto caramente, prometto di tornare nei prossimi giorni e prima di uscire scopro che pure l'ex soldato ubriaco si chiama dimitri. però variante greca, la pronuncia è demetriis. questi sceneggiatori che si arrampicano sugli specchi...
vabbè qui alla fine ho perso un sacco di tempo, annamarì, altro che facciamo presto. insomma torno a casa e c'ho la tosse perchè fa freddo. però il miele è buonissimo. se domani all'ambasciata mi fanno storie per il ritardo ti ci faccio parlare a te.

4 commenti :

Antonio ha detto...

forse mi sbaglio ma Riga al Congresso di Vienna la cedettero alla Russia...non toccherei l'argomento insomma.. Robè stai attento coi russi per favore...ma tu hai visto "la promessa dell'assassino"?ecco guardatelo e fatti un'idea...

Annamaria ha detto...

antonio non essere così rigido circa i russi...in fond sono mooolto ospitali!
forse la donnina diceva : fotografiravat anzichè fotografiert!

Luigi ha detto...

il nostro robertino, andato a mettere i russi in riga...
(e tu ti lamenti degli sceneggiatori della tua vita... che dovrei dire io, che a me, per quando c'ho voglia di fare le battute, mi hanno messo la scimmietta di krusty il clown!?)

boccaccino ha detto...

antò, l'ho visto la promessa dell'assassino. te lo so anche mimare se vuoi...